Cromo esavalente dopo invecchiamento

La concia al cromo è attualmente il più importante e diffuso metodo di concia per la produzione di pelli per tomaie di calzature, arredamento, abbigliamento e pelletteria. In particolare è utilizzato il solfato basico di cromo, che vede il metallo nella non temibile veste di catione trivalente. Lo spettro di una successiva e non desiderata formazione del suo alter ego esavalente da sempre mina la tranquillità di ogni conciatore. Essa può costituire un problema che può influenzare la produzione dell’industria conciaria europea e anche mondiale.
Recentemente il CEN/TC 309 “Calzature” ha sviluppato un metodo per valutare la propensione dei materiali per calzature di generare Cromo(VI) dopo invecchiamento. Il presente studio è stato condotto sperimentando, in scala semi-industriale, gli effetti che scaturiscono dalle variabili operative delle fasi operative di riconcia, tintura ed ingrasso, sia sulla formazione del Cromo esavalente nei campioni prodotti che sulla successiva generazione a seguito di invecchiamento.

I test hanno portato alle seguenti conclusioni:

– Il tipo d’ingrasso e dose somministrata rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo di cromo esavalente
– Il cromo maggiormente suscettibile di ossidazione è supponibile essere quello legato blandamente o in modo incompleto all’interno della pelle
– Il numero dei lavaggi intermedi interferisce sul contenuto finale di Cr(VI) e, precisamente, un loro aumento comporta una diminuzione del contenuto di cromo esavalente.
– L’influenza degli invecchiamenti sull’ossidazione del cromo trivalente è stata decisamente ed ampiamente dimostrata; in particolare, è stato osservato come il fattore termico sia predominante rispetto a quello luminoso
– E’ stato constatato come il tempo intercorso fra la fine dell’invecchiamento e l’analisi influenzi il contenuto di cromo esavalente determinabile

 

In definitiva, l’attività sperimentale ha messo in evidenza quali siano i fattori che possono condurre alla formazione di Cr(VI). Da ciò è stato possibile individuare una serie di strategie efficaci per contenere tale fenomeno:

– impiego di ingrassi scarsamente ossidati, ben purificati, con indice di iodio non troppo elevato e ben emulsionabili;
- stoccaggio delle pelli in condizioni di umidità sfavorevoli alla formazione di Cr(VI) (U.R.>35%), in ambiente fresco e non ventilato;
- ricorso ad un numero maggiore di lavaggi per garantire l’eliminazione degli eventuali residui di Cr(III) non legato;
- impiego, qualora possibile, di coloranti metallo complessi (in particolare cromo complessi);
–  ricorso ad un trattamento specifico utilizzando agenti riducenti od antiossidanti.

Mettere in pratica tali strategie potrà sicuramente ridurre il rischio dell’ossidazione del Cr(III), ma ciò non basta.

Lo spettro del cromo esavalente aleggia sempre sull’industria conciaria come un drappo nero.

Dopo due anni di ricerca e prove sperimentali condotte nei propri laboratori lo staff tecnico Osmo ha messo a punto PRODOTTO CR, il vaccino indispensabile contro il cromo esavalente. Un ritrovato chimico liquido, che può essere addizionato in botte per prevenire l’ossidazione del cromo nelle fasi successive, oppure nebulizzato con spruzzo su pelli che già riscontrano il problema.

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